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  • Pier Paolo Pasolini

  • Stroligut

  • San Vit [San Vito al Tagliamento] e Casarsa, Stamperia Primon e Pubblicazioni dell’Accademia, 1944 - 1947, vari formati, brossure originali stampate in nero al piatto superiore, pp. 47 [5], [3] cc. di illustrazioni in bianco e nero fuori testo; [4] IV 35 [5], [3] cc. di illustrazioni in bianco e nero f.t.; 34 [2]; 61 [3].

    Rara edizione originale.

    Prezioso e rarissimo insieme composto da 4 numeri di «Stroligut» (su 5 complessivi: non presente il primo). 

    La celebre rivista letteraria in friulano fu fondata da Pasolini e altri scrittori suoi conterranei, tra cui Domenico Naldini, che daranno vita nel 1945 all’Academia de lenga furlana, con l’intento di conferire al friulano una nuova dignità linguistica e letteraria.

    La pubblicazione si segnala innanzitutto per la sua grande rarità: pochissimi gli esemplari censiti in Iccu, nessuna istituizione del Sistema Bibliotecario Italiano conserva la collezione completa; e poi, per la presenza di poesie e testi in prosa di Pasolini pubblicati qui per la prima volta.

    Il primo numero di «Stroligut» era uscito nell’aprile del 1944, con il titolo «Stroligut di cà da l’aga».

    Di lì a pochi pochi mesi, in agosto, esce il secondo numero, con stesso titolo e formato identico, che accoglie gli allora inediti di Pasolini la Prejera, in prosa, i Discors tra la Plèif e un fantàt e i Sèis Poesiutis in versi (L’an, Matinin Friul, Seris Lontanis, Ploja, Tai ciamps, di domenia, Vilota).

    Stroligut 2

    Il terzo fascicolo esce nell’agosto 1945: rispetto ai due precedenti, si presenta con il titolo de «Il Stroligut», è numerato «N. 1» e presenta formato maggiore.

    In copertina e al frontespizio compare poi lo stemma dell’Academiuta di lenga furlana, il cespo di “ardilut” (la valerianella, detta anche dolcetta o songino) disegnato dal pittore friulano Federico De Rocco; sotto il disegno, il motto «O cristian Furlanut / plen di veça salut» (‘O cristiano piccolo friulano pieno di antica salute’).

    Stroligut 3

    Sarà lo stesso Pasolini, nel numero successivo (aprile 1946) a fornirne una spiegazione, che suona anche come una dichiarazione di poetica:

    «Nell’epigrafe dell’Academiuta “cristiàn” è chiamato il friulano (furlanút, l’affettuoso diminutivo), come lingua rimasta intera presso le origini del “cristiano”, quando la nuova religione albeggiava sull’Europa insieme al romanzo.

    E “plen di veça salut” può essere attributo di quella favella le cui parole, udite dalla viva voce, trasportano con sé in un paesaggio simile a questo, ma al di là di dieci secoli, in un’epoca inconsumata della coscienza, quando simili parole, sia nel latino argenteo sia nella zona ignota del preromanzo, indicavano cose e fatti di una verginità sicura» (pp. 14-5).

    Questo fascicolo si configura dunque come la prima pubblicazione ufficiale dell’Academiuta, fondata il 18 febbraio 1945 da Pasolini e altri intellettuali friulani (Cesare Bortotto, Domenico Naldini, Bruno Bruni, Ovidio ed Ermes Colus, Fedele Ghirart, Pina Kalz, Federico de Rocco e Virgilio Tramontin):

    «Alle nostre fantasie letterarie – si legge alle pp. I e II – è [...] necessaria una tradizione non unicamente orale. E questa non potrà essere la tradizione friulana, che, se ha qualche discreto poeta, è poi tutta vernacola [...]. La nostra vera tradizione, dunque, andremo a cercarla là dove la storia sconsolante del Friuli l’ha disseccata, cioè il Trecento [...]. Infine, la tradizione che naturalmente dovremo proseguire si trova nell’odierna letteratura francese ed italiana, che pare giunta a un punto di estrema consumazione di quelle lingue».

    Stroligut - Pontremoli

    In questo «Stroligut N. 1», compare per la prima volta a stampa Còrus in muart di Guido, in cui Pasolini rende omaggio al fratello Guido, nome di battaglia Ermes, partigiano morto appena diciannovenne nell’eccidio di Porzûs. Ancora di Pasolini si segnalano le poesie Discors tra na veça e l’alba, Il Vescul di Concuardia, Misteri e la traduzione in friulano di Niccolò Tommaseo, A la so Pissula Patria, anche questa fino ad allora inedita.

    Nell’aprile 1946 esce il quarto fascicolo, «Il Stroligut. N. 2», con formato e titolo identici al precedente. Il numero è aperto da una dichiarazione «Al lettore friulano», in cui si traccia un bilancio dell’esperienza dell’Academia di lenga furlana; segue poi l’inedito di Pasolini Li peraulis o la creatiòn e alcuni testi di Domenico Naldini, anch’essi al tempo inediti.

    Si segnala anche il contributo di Gianfranco Contini Al limite della poesia dialettale, già apparso sul «Corriere del Ticino» il 24 aprile 1943, con una nota in cui il celebre filologo romanzo si esprime chiaramente contro il passato regime fascista:

    «L’autore tiene a far sapere che, vigendo allora la troppo nota ostilità contro ogni forma di autonomia spirituale, e perciò essendo censurati i dialetti, questo scritto era stato rifiutato da una diffusa rivista romana».

    Notevole, infine, tra gli altri componimenti in versi e in prosa, la traduzione in friulano di Luna di Giuseppe Ungaretti, ad opera di Pasolini, qui comparsa per la prima volta.

    Le poesie sono intervallate dalle belle xilografie di Rico de Rocco nel testo.

    Stroligut 4

    L’ultimo numero de «Il Stroligut» esce nel giugno 1947: il titolo muta ancora una volta, diventando «Quaderno romanzo. N.3», così come il formato, che si fa più piccolo.

    È conservato lo stemma dell’Academia de lenga furlana, ma eliminato il motto. Cambia anche il luogo di pubblicazione, non più San Vito ma Casarsa, così come l’editore, non Stamparia Primon ma Pubblicazioni dell’Academiuta (stampato a Pordenone – Arti Grafiche F.lli Cosarini).

    Stroligut 5

    Tirato in soli 300 esemplari numerati e con un numero di pagine maggiore rispetto ai precedenti, contiene lo scritto in prosa di Pasolini Il Friuli autonomo e la poesia Ciant infinit, pubblicati qui per la prima volta; si segnalano, tra gli altri,  il «fiore» di versi catalani, con traduzione italiana, e la poesia Tre diseins di Domenico Naldini.

    Descrizione fisica e collazione

    Usuali segni del tempo, ma complessivamente gli esemplari sono in ottime condizioni. Si allega rarissimo foglio in carta colorata con il catalogo editoriale delle Edizioni dell’Accademiuta. L’insieme è conservato in un elegante astuccio rigido in tela marrone.

    Stroligut - catalogo editoriale

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