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  • Eugenio Montale

  • Ossi di seppia

  • Rara edizione originale dell’opera prima: Torino, 1925 [giugno], Piero Gobetti Editore (Tipografia Carlo Accame).

    Montale 2

    Il libro poetico più importante del Novecento italiano.

    Delle 43 poesie, una quindicina erano già apparse — in redazioni differenti — su note riviste letterarie dell’epoca, tra le quali «Primo tempo». Fu Sergio Solmi di «Primo tempo» il tramite tra Montale e Piero Gobetti, l’intellettuale che due anni prima, nell’aprile 1923, aveva fondato una casa editrice tanto prolifica quanto eccezionale per qualità di contenuti, coagulando attorno al suo progetto gran parte del milieu torinese di impronta democratica e liberale. Dai documenti emerge come la tiratura sia stata prevista in 1000 copie, oltre una tiratura di lusso in 15 copie numerate che quasi certamente non fu mai stampata, non essendosene trovato alcun riscontro.

    Scrisse il poeta nel 28 aprile 1925: «Caro Gobetti, hai avuto le bozze? [...] Naturalmente mi farai l'edizione nel formato solito dei quaderni, mi ero spaventato dapprima vedendo quei lenzuoli di carta. Ma non era il caso. Dato che il libretto viene spaventosamente smilzo, ti prego di far spazieggiare fino al possibile (fogli bianchi, ecc). Tanto non arriva alle 100 pagine neanche a largheggiare. Fa’ stampare in carta un po’ grossa. So che per la copertina sei inflessibile (frangar non flectar); ma potresti far mettere nome e titolo, per il lungo, nel dorso della plaquette. È un’invenzione che andrebbe bene per tutte le edizioni. So anche che mi concedi le copie di lusso (!), e ti ringrazio. Fanne tirare 15 (con relativa dicitura) numerate dal 1 al 15. Prima che il libro sia uscito (e cioè presto) ti farò avere altre 40-50 prenotazioni sicure; non ti sarà [...]. Addio, siamo in lutto per l’arrivo del Farinacci. Che Dio ce la mandi buona! Quando andiamo tutti all’estero? [...]».

    Montale 3

    Molti anni dopo, in un intervista per la Rai curata da Giancarlo Vigorelli e trasmessa nel febbraio 1969, Montale ebbe a dichiarare che:

    «La prima [edizione] addirittura durò un giorno o due, perché bruciò il magazzino, circa metà delle copie andarono così felicemente esaurite [...] mio padre [...] ignorava l’esistenza della prima edizione».

    Montale

    Il poeta, com’era prevedibile, non fu contento del libro stampato, che giudicò brutto e pieno di errori; fu così che, dando seguito a un profondo ripensamento dell’intera raccolta (componimenti rimossi o aggiunti, spostamento e ristrutturazione di sezioni), per la seconda edizione si rivolse ai Fratelli Ribet, che stampavano eleganti libretti su belle carte, edizioni complete di tirature di testa.

    L’intervista concessa a Giancarlo Vigorelli nel febbraio 1969, per la Rai (Barile, I34) è oggi disponibile seguendo questo link: Eugenio Montale si racconta

     

    Descrizione fisica e collazione

    In 8° (ca. 205 x 127 mm), brossura beige con titoli in riquadro marrone/oro, stampa in nero ai piatti e al dorso, tipica grafica delle copertine Gobetti Editore col marchio disegnato da Felice Casorati.

     

    Bibliografia essenziale

    —Barile, Bibliografia montaliana, A1
    —Accame-Lanzillotta, Le edizioni e i tipografi Gobetti, n. 69
    —Gambetti, Preziosi del Novecento (Alai 3, 2017), p. 21

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