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Home page > Categorie > Futurismo > libri futuristi> Guerrapittura
  • Carlo Carrà

  • Guerrapittura

  • Futurismo Politico. Dinamismo Plastico. 12 Disegni guerreschi. Parole in libertà

    Edizione originale: Milano, Edizioni futuriste di Poesia (Stab. tip. Taveggia), 1915.

    Guerrapittura 1

    Libro fondante del primo futurismo, è un riuscito pastiche di:

    (1) saggio militante alla maniera futurista, ovverosia quello stile lapidario e apodittico, violento piuttosto che argomentativo, lanciato da Marinetti nei primi manifesti ed enormemente diffusosi in quel clima interventista che precedette la prima guerra mondiale – clima di cui il libro di Carrà è naturalmente piena espressione; Guerrapittura, data la lunghezza del testo, ricorda particolarmente da vicino il Fotodinamismo di Anton Giulio Bragaglia, pubblicato poco prima (1913);

    (2) antologia selezionata delle opere, riprodotte in un apposito inserto su carta patinata comprendente ben dodici tavole;

    (3) raccolta di componimenti paroliberi molto riusciti, elaborata sulla scia dello Zang tumb tuuum marinettiano, appena pubblicato (1914).

    Non c’è quasi pagina che lasci indifferenti.

    I manifesti «Programma politico futurista» e «Sintesi futurista della guerra» 

    A culmine, in chiusura di volume, sono riproposti due dei più particolari manifesti futuristi: il «Programma politico futurista» stampato in verticale su doppiapagina; la «Sintesi futurista della guerra», stampata su apposito foglio ripiegato.

    Guerrapittura 3

    La «Sintesi», straordinario esempio di manifesto parolibero dove l’argomentazione è resa in forma grafica rinunciando all’argomentazione razionale per puntare tutto sull’evidenza pittorico-visiva dei concetti espressi, inventa un topos assai frequentato dalle avanguardie storiche internazionali: quello del cuneo che attacca il cerchio.

    Guerrapittura 2

    Guerrapittura è anzitutto la risposta di Carrà al Dinamismo plastico di Umberto Boccioni, voluminoso saggio uscito al principio del 1914, con il quale il capo dei pittori futuristi aveva per primo fissato su carta, e firmato a suo nome, i principi dell’arte futurista. Carrà non l’aveva presa proprio benissimo:

    « … buona parte delle idee concrete ch’egli ha sull’arte le deve a me … quattro anni fa egli amava più Klimt che Renoir in pittura – amava i preraffaeliti e non capiva affatto i grandi impressionisti e nemmeno i post Matisse e Picasso. Credeva fermamente che Rodin fosse molto più grande di Rosso» (lettera a Gino Severini, 11 marzo 1914).

    Guerrapittura 3

    E qualche mese dopo, sempre scrivendo a Severini, il più colto e francese tra i pittori futuristi, Carrà colpiva con maggior precisione: « … il libro di Boccioni … è a mio parere falso nel suo fondamento e superficiale dal punto di vista pittorico … il substrato religioso e filosofico del libro a me ripugna profondamente» (lettera del 3 giugno ’14, cit. come la precedente da Archivi del futurismo, I, p. 317 e 339).

    Guarrapittura 7

    Tuttavia, nel febbraio 1914 era uscito un libro destinato a cambiare completamente l’orizzonte del futurismo, un libro con il quale tutti i futuristi avrebbero dovuto confrontarsi: Zang tumb tuuum di Marinetti. Con Guerrapittura, dunque, Carrà non risponde direttamente a Boccioni; si appropria, invece, di un campo nel quale per il momento solo lui e – non a caso – Severini sono campioni: quello del ‘quadro parolibero’.

    Guerrapittura 5

    Marinetti: «Carrà e Severini sono stati i primi a fare queste fusioni assolutamente originali di dinamismo plastico e di parole in libertà»

    «La tipografia insolita delle parole in libertà influenzava anche la pittura … Marinetti intuì subito l’importanza di una simile contaminazione tra scrittura e pittura, e dopo aver visto il disegno di Carrà [Festa patriottica] si affrettò a scrivere a Soffici, raccomandandogli di pubblicare immediatamente l’opera su “Lacerba”: “Ti mando la fotografia del quadro parolibero di Carrà. Ti preghiamo di rimandare magari altri disegni a numeri successivi e di pubblicare questa fotografia, in questo numero (1° agosto). L’urgenza è dovuta al nostro desiderio di stabilire subito che Carrà e Severini sono stati i primi a fare queste fusioni assolutamente originali di dinamismo plastico e di parole in libertà” (21 luglio 1914)» (Salaris, Marinetti editore, p. 184).Guerrapittura 3

    Oltre il dinamismo plastico di Boccioni; non sarà un caso che nella serie enciclopedica dei «Breviari intellettuali» pubblicati dall’Istituto Editoriale Italiano di Umberto Notari subito dopo la Grande Guerra, a cavallo di 1919 e 1920, per quanto riguarda il futurismo quattro saranno i testi presi in considerazione: la raccolta dei Manifesti del futurismo; il Dinamismo plastico; una selezione di Poesie di Marinetti (da Zang tumb tuuum principalmente); Guerra pittura (riproposto così, con titolo separato).

    Guerrapittura 3

     

    Descrizione fisica e collazione

    In 8°, brossura stampata ai piatti (dorso muto), straordinaria composizione tipografica dell’autore all’anteriore, pp. [2]  104 [10 con: Programma politico futurista, Sintesi futurista della guerra (entrambi su doppia pagina), indice, e (su doppia pagina) catalogo delle edizioni futuriste di Poesia]; 12 tavole in carta patinata n.t. di cui 1 ripiegata; carte normali e patinate. Ritratto fotografico dell’autore n.t. all’antiporta (di M. Nunes-Vais).

    Nelle fotografie: ottimo esemplare conservato nella brossura originale.

     

    Bibliografia essenziale

    —Claudia Salaris, Marinetti editore (Bologna: Il Mulino, «Saggi» 374, 1990)
    —Domenico Cammarota, Futurismo: bibliografia di 500 scrittori italiani (Milano: Skira, «Documenti del Mart» 10, 2006)

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