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  • 09 Giugno 2015
  • I 'Documenti' delle Edizioni d'Italia (1932-34)

  • Nel primo semestre del 1931 Armando Ghelardini—giovane ventunenne (!) italo-egiziano con alle spalle una solida gavetta nel giornalismo (900, AeZ, Brillante, Oggi e domani), già reduce dai tre fascicoli di 2000: giornale della rivoluzone artistica (diretto nel 1929 dalle tre G Ghelardini-Gaudenzi-Gallian) e dai (due) libri pubblicati sotto la sigla Edizioni Atlas—lancia con base a Roma la sua impresa editoriale: Le Edizioni d’Italia.

    L’editrice fa il suo esordio con la collana «Scrittori moderni», i primi due titoli pubblicati nel mese di giugno: L’essenza del can barbone dello scrittore immaginista Umberto Barbaro e la raccolta di racconti Spettacolo con farsa finale dello stesso Ghelardini. Sono edizioni di un certo pregio tipografico, brossura con sovracoperta stampate a colori dalle Arti Grafiche Panetto & Petrelli di Spoleto. La grafica è affidata al geniale Vinicio Paladini, che esercita al massimo grado il suo personalissimo gusto per il fotomontaggio, i contrasti cromatici e il lettering grafico.

    Pubblicati altri due titoli come «Scrittori moderni» nel 1931 e Un uomo come te di Lucio Ridenti, discreto successo nell’aprile 1932 (fuori collana, poi formalizzato come «Libri del giorno»), è la volta della seconda collana caratterizzante la casa editrice, ovvero i «Documenti», di cui escono cinque titoli dal giugno 1932 al maggio 1934.

    En nommant une série, un journal ou un texte littéraire un «document», on applique une étiquette linguistique à l'objet en question. […] Au début des années trente, cette pratique d'étiquetage a souvent été utilisée en France pour désigner principalement des essais, des chroniques, des interviews avec des écrivains, correspondant en général à la catégorie «non-fiction» (bien souvent critiquée ou considérée comme une littérature de second ordre).
    Pour le domaine italien, les exemples sont plus difficiles à trouver dans la littérature que dans le cinéma. Pourtant, Armando Ghelardini ouvre la voie quand, en 1932, il conçoit la série italienne «Documenti» pour sa maison d'édition «Le Edizioni d'Italia», rassemblant différents types de textes écrits par des auteurs très divers, en vertu de ce même dénominateur. […] En intégrant tout cela (fiction littéraire ou non) dans un même ensemble, l'intention documentaire est clairement celle du directeur de la série. Ghelardini pourrait être considéré comme un véritable «organisateur culturel», ayant conçu ce genre de série avec le but de rapprocher les gens de la littérature.
    […] les différents auteurs ont également contribué à la valeur «documentaire» des textes. Ceci est clairement visible par l'utilisation de dispositifs cinématographiques et techniques d'insertion d'éléments non-littéraires tels que des images, des titres de journaux, descriptions techniques et des informations factuelles, ainsi que les vers d'une chanson et des éléments fantastiques qui entrent et modifient le texte littéraire depuis l'intérieur. La sérialité conduit à une plus grande constance des éléments paratextuels sur les couvertures des volumes individuels (tous conçus par Vinicio Paladini), en tant que des parties d'un ensemble. Les couleurs utilisées, formes géométriques, titres et sous-titres informent, mais servent aussi à identifier la série, comme l’emblème de son orientation culturelle, tournée vers l'aspect documentaire.
    La série peut être interprétée comme le reflet des différents débats littéraires sur la question du «genre» qui a eu lieu dans ces années sur le territoire italien (et au-delà). Avec le changement de climat politique, ces discussions ont modifié la nature du texte littéraire, conduisant éditeurs, réalisateurs, auteurs et créateurs à adopter de nouvelles catégories esthétiques et des étiquettes suspendues entre l'art et le réel.
    —C. Van den Bergh, “Sérialisme et étiquetage”, § 28 de La Littérature comme document. Les Écrivains et la culture visuelle autour de 1930 (convegno Leuven 5-7 dic. 2012).

     

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    Pudovchin - Soggetto cinematografico (Paladini cover)

    Pudovchin, Vsevolod
    Il soggetto cinematografico. Prefazione traduzione e note di Umberto Barbaro

    Roma, Le Edizioni d'Italia (Stabilimenti d’Arti Grafiche Panetto & Petrelli - Spoleto), collana «Documenti» N. 1, 1932 (giu.), in 8° gr., brossura bianca stampata ai piatti, straordinario design costruttivista di Vinicio Paladini in grigio e verde acqua al piatto anteriore, pp. 106 [10 di catalogo editoriale], [4] tavv. f.t.
        ·    Non comune prima edizione italiana del testo del regista sovietico—fu importante teorico del montaggio—pregiata dalla bella copertina costruttivista disegnata da Paladini. Interessante layout d’avanguardia: testo incolonnato a fil di pagina e intestazione collocata in taglio basso, con titoletti esterni e n. pagina interno (ampio margine bianco, 30 mm abbondanti, sul lato interno e al piè di pagina). Belle anche le immagini su tavola. Il traduttore, Umberto Barbaro, dopo l’esperienza artistico-intellettuale della «Bilancia» e del movimento immaginista, s’indirizzerà al cinema, avviando nel dopoguerra un’importante carriera da critico cinematografico.

    Talarico - Fatica di vivere (Paladini cover)

    Talarico, Elio
    La fatica di vivere. Con una introduzione di Massimo Bontempelli 

    Roma, Le Edizioni d’Italia (Stabilimenti d’Arti Grafiche Panetto & Petrelli- Spoleto), Collezione «Documenti» n. 2, 1933, in 8°, brossura stampata in rosso, bianco e nero ai piatti e al dorso e illustrata da Vinicio Paladini, pp. 117 [11 di indice e cat. editoriale].
        ·    Rarissima edizione originale (manca alle bibliografie specialistiche consultate; sole tre copie censite in Iccu). Seconda pubblicazione dell’autore dopo il fortunato Tatuaggio (1931, il terzo della collana «Scrittori moderni»). Cfr. Cammarota, Futurismo, 458.1 (la scheda di Tatuaggio): «Esistono altre tre edizioni, non reperite, ma stampate presso le stesse edizioni, fino al 1934».

    Le difficoltà maggiori Ghelardini le incontra a causa di un innocuo libro di Elio Talarico [...] La fatica di vivere. Appena il libro esce, il giovanissimo editore riceve difatti un minaccioso invito a presentarsi da Gaetano Polverelli, l’uomo che il duce ha incaricato di accordare o negare il lasciapassare ai libri. Ghelardini non riesce a immaginare che cosa possa esserci di irriverente in un libro di racconti scritto da uno che era stato centurione della Milizia, e corre da Polverelli. Il quale gli dice che la pecca del libro è nel titolo, perché è inaudito alludere che il vivere possa essere una fatica nell’era fascista. La prima edizione venne perciò sequestrata. Ghelardini ricopertina le copie che gli sono rimaste e le mette in circolazione con il titolo Via dell’Arancio. Solo che uno dei racconti compresi nel libro è proprio quello intitolato La fatica di vivere. Nuovo e definitivo sequestro.
    —G. Mughini, A via Della Mercede  c’era un razzista (Milano: Rizzoli, 1991), p. 122.

    Bardi - Un fascista (Paladini cover)
    Bardi, P[ietro] M[aria]
    Un fascista al paese dei soviet 

    Roma, Le Edizioni d’Italia (Stabilimenti d’Arti Grafiche Panetto & Petrelli- Spoleto), collana «Documenti» n. 3, 1933, 8°, brossura con unghiature stampata in nero ai piatti e al dorso, bel disegno di copertina non firmato ma di Vinicio Paladini, pp. 169 [7], ill. b.n. n.t.
        ·    Non comune prima edizione. Reportage del viaggio in Russia compiuto da Pietro Maria Bardi quale membro di una commissione di urbanisti, arricchito da prezioso materiale iconografico: «Le fotografie e gli schizzi di questa inchiesta sono stati riprodotti dalla collezione fotografica e dagli album realizzati dall’autore durante il suo viaggio in Russia, nel settembre dell’anno XI» (nota editoriale). L’ottica di Bardi (co-fondatore e direttore di Belvedere e Quadrante) è quella di un intellettuale moderno, vicino al gusto e alle teoriche del razionalismo (se ne parla diffusamente nel prezioso libro di Jeffrey T. Schnapp: Building Fascism, Communism, Liberal Democracy: Gaetano Ciocca Architect, Inventor, Farmer, Writer, Engineer); nel dopoguerra, già collezionista d’arte, Bardi fondò e presiedette il Museu de arte de São Paulo. 

    Alvaro - Cronaca (Paladini cover)

    Alvaro, Corrado
    Cronaca (o Fantasia)

    Roma, Le Edizioni d’Italia (Arti Grafiche Panetto & Petrelli- Spoleto), collana «Documenti» n. 4, 1934, in 8°, brossura illustrata da Vinicio Paladini con composizione tipografica in nero, bianco, rosso e oro, pp. 130, [1] c.b. in fine.
        ·    Prima edizione. Raccolta di elzeviri già apparsi in quotidiani e riviste. Il libro era annunciato fin dal 1932 con il titolo di Cronaca 1933 (cfr. es. la pubblicità editoriale in Talarico, Fatica), e meglio si comprende forse in questa forma la sua inclusione nella collana «Documenti».

    C’è l’Alvaro che commenta e svela se stesso, le sue scelte culturali, i suoi giudizi sulla letteratura, sulle vicende politiche e nel contempo fa la cronaca del suo tempo.
    —C. Chiodo in Corrado Alvaro e la letteratura tra le due guerre, p. 157

    Bontempelli - Noi, gli aria (Paladini cover)Bontempelli, Massimo
    Noi, gli Aria. Interpretazioni sudamericane

    Roma, Le Edizioni d’Italia (Poligrafia R. Filipponi), collana «Documenti» N. 5, 1934 (mag.), in 8°, brossura bianca stampata in verde ai piatti, bella sovracoperta interamente disegnata in rosso e nero con fotomontaggio da Vinicio Paladini, pp. 92 [8], [7] cc. patinate f.t. con tavole.
        ·    Prima edizione. Raccolta di prose di viaggio originariamente apparse sulla Gazzetta del popolo: l’autore filtra attraverso il ‘realismo magico’ le impressioni del soggiorno sudamericano del novembre 1933. Il libro è piuttosto citato, in qualità di documento appunto, nella recente letteratura che si occupa dell’emigrazione e della presenza italiana in Argentina nella prima metà del secolo (per esempio qui, qui e qui). 

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    Bardi (Paladini cover) in Campo grafico 8
    La copertina di Paladini come tavola fuori testo [n. 2] in Campo grafico n. 8 (ago. 1933)

    La grafica di collana esordisce con il tema della freccia verde (nel numero unico La freccia d’argento, giugno-luglio 1932, vengono specificati i colori della freccia, simbolo della casa, che distinguono le varie collane: argento per gli «Scrittori moderni», rosso per «Libri del giorno», verde per «Documenti») e una copertina che è tra le più riuscite del Paladini cover designer, un pulito assemblage grafico futurista-costruttivista (va anche segnalato che Il sogetto cinematografico è notevolissimo pure sotto il profilo del layout design interno). Ma fin dal secondo titolo il tema grafico vira su composizioni di lettering in rosso e nero, montate su immagini fotografiche in scala di grigi. I primi tre titoli condividono inoltre il formato 215x165 mm, più alto e largo di quello degli «Scrittori moderni», e il disegno del peritesto (carattere bastone e impostazione razionalista); gli ultimi due titoli, usciti entrambi nel 1934, sono invece in formato tascabile (195x140 mm) e con il peritesto più classico già visto nella collana «Scrittori moderni».

    Nelle pagine pubblicitarie in fine dei volumi sono annunciati due ulteriori titoli nella collana «Documenti», che non usciranno, ma che ben testimoniano l’ampiezza di interessi dell’editore: Waldemar Bonseis Viaggio in India e Robert Neuman Panopticum.

    L’affascinante avventura delle Edizioni d’Italia—che oltre a pubblicare le due collane degli «Scrittori moderni» (sette titoli in tutto) e dei «Documenti» fu editore del trimestrale Occidente: sintesi dell’attività letteraria nel mondo (ott.-dic. 1932 – mag.-giu. 1935, in 12 voll.)—era destinata peraltro a concludersi di lì a poco, malvista dalla censura di regime e non più in grado sostenere le spese.

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    Per approfondire:
    A. Briganti, “«Occidente» e la capitale delle avanguardie”, Letteratura italiana contemporanea 9:25 (set.-dic. 1988), pp. 1-24.

     

     

    Finalmente abbiamo completato la collezione «Documenti» delle Edizioni d’Italia (1933-34), con le splendide copertine...

    Posted by Libreria Antiquaria Pontremoli / Pontremoli Editore on Friday, 5 June 2015
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