X


CONDIVIDI QUESTA PAGINA CON:


IL TUO INDIRIZZO MAIL


MESSAGGIO


Acconsento al trattamento dei dati per invio comunicazioni
Leggi privacy


Home page > Categorie > Ottocento > Ultime lettere di Jacopo Ortis
  • Ugo Foscolo

  • Ultime lettere di Jacopo Ortis

  • Italia [ma: Milano], s. n. [Genio Tipografico], 1802.

    Nel settembre del 1798 Foscolo si trovava a Bologna, in difficoltà economiche e in cerca di un impiego, che troverà innanzitutto come collaboratore del «Genio democratico», e poi come impiegato statale «Aiutante del Cancelliere e Segretario per le lettere del Tribunale».

    Fu proprio in quel periodo, spinto anche dalle ristrettezze, che maturò la decisione di pubblicare l’Ortis, che aveva iniziato a comporre nel 1796: si accordò dunque con l’editore Marsigli e gli consegnò la prima parte del romanzo. Con il precipitare della situazione politica, però, Foscolo si arruolò nella Guardia Nazionale, allontanandosi da Bologna e lasciando incompiuto il romanzo.

    E così Marsigli, che aveva già tirato le prime XLV lettere, per evitare contraccolpi economici decise di affidare la continuazione dell’opera ad Angelo Sassoli, «giurista bolognese di fama non proprio illibata [...] coinvolto qualche anno prima in una fallita congiura contro il governo pontificio in cui si era segnalato come delatore dei compagni» (Terzoli 2012, p. 12).

    L’editore all’insaputa di Foscolo, stampò il volume ai primi di giugno del 1799, anonimo e col titolo «Ultime lettere di Jacopo Ortis», con la data al frontespizio «1798 anno VII», anno d’inizio della stampa.

    Nel giro di pochissimo tempo però, i piani di Marsigli dovettero mutare nuovamente. Il 30 giugno gli Austriaci rientrarono a Bologna, e il libro non superò le strette maglie della censura:

    «Impossibile smerciare [...] un’opera di chiara ispirazione democratica che da ogni pagina lasciava trasparire una intollerabile spregiudicatezza nei confronti di nostra madre Chiesa e dei suoi rappresentanti terreni» (Raccolta foscoliana Acchiappati, p.59).

    Foscolo Ortis 2

    Ancora una volta, per limitare i danni economici e sfuggire alla censura, Marsigli intervenne rapidamente e in maniera spregiudicata.

    Modificò infatti il titolo, che divenne «Vera storia di due amanti infelici ossia ultime lettere di Jacopo Ortis», aggiunse al frontespizio la dicitura «Edizione coretta [sic] con note», divise il volume in due tomi, ciascuna con un proprio frontespizio e a numerazione continua, inserì una sezione di «Annotazioni» che ritrattavano goffamente alcune delle posizioni più radicali, e rifece alcune pagine immettendo modifiche politiche e ideologiche.

    Introdusse anche l’errata, in cui si trovano alcune correzioni a errori ereditati dall’«Ortis 1798», e altre agli errori relativi alle modifiche e riscritture della versione rimaneggiata del 1799. L’edizione (detta «1799 A»), nonostante tutto, ebbe scarsa diffusione.

    Il mutare repentino della situazione politica offrì però una nuova occasione a Marsigli: quando infatti, alla fine del giugno 1800, dopo la battaglia di Marengo, i Francesi tornarono a Bologna, l’editore «pensò di riproporre un’edizione adatta ai tempi restituendo il testo “rivoluzionario” dell’Ortis 1798. Di nuovo con abile lavoro di recupero, utilizzando esemplari e pagine dell’Ortis 1798 e della Vera Storia 1799 A, confezionò una nuova stampa» (Terzoli 2004, p. 55), detta appunto «1799 B».

    Il volume dovette uscire nell’estate del 1800, considerando che lo stesso Marsigli annunciò la pubblicazione sul «Monitore Bolognese» del 5 luglio.

    Foscolo Ortis 3

    Quando Foscolo venne a conoscenza di questa operazione editoriale che di fatto lo privava della paternità della sua opera, pubblicò sulla «Gazzetta universale» di Firenze del 3 gennaio 1801 una diffida pesantissima in cui denunciava l’accaduto:

    «Se non che più fieri casi m’interruppero quest’edizione abbandonata a uno Stampatore, il quale reputandola romanzo la fè continuare da un prezzolato, che convertì le lettere calde, originali, italiane dell’Ortis, in un centone di folliei romanzesche, di frasi sdolcinate e di annotazioni vigliacche […] io protesto apocrife e contaminate in ogni loro parte quelle [le edizioni] che saranno anteriori al 1801, e che non avranno in fronte questo rifiuto»

    E tuttavia, non pago del proprio operato, di lì a pochi mesi Marsigli fece uscire un’ulteriore edizione che «altro non [era] se non la precedente tiratura nota come 1799 B” (Raccolta Foscoliana Acchiappati, p. 69): l’editore intervenne sul frontespizio, correggendo l’errore coretta > corretta, e su alcune altre carte, riuscendo però nell’impresa di introdurre nuove numerose sviste (per un primo elenco, cfr. Raccolta foscoliana Acchiappati, p. 69).

    Foscolo Ortis 5

    L’editio princeps delle Ultime lettere di Jacopo Ortis (finalmente!)

    Solo nell’ottobre 1802, venne alla luce l’editio princeps dell’Ortis, a Milano, presso il Genio Tipografico, in una tiratura di 1600 esemplari, al prezzo ciascuno di lire 4,10 milanesi (vennero tirate anche pochi bellissimi esemplari in carta bella Fabriano, di maggiori dimensioni, e venduti a 9 lire).

    La preparazione alla stampa fu seguita per tutta la sua durata personalmente dal Foscolo, attentissimo nella ricerca della perfezione tipografica:

    «L’autore ha dovuto fare da compositore, da torcoliere, da proto, da legatore…», scriveva in una copia omaggio inviata all’editore Bodoni di Parma (Raccolta foscoliana Acchiappati, p. 77).

    Tutte le copie furono vendute in brevissimo tempo e l’opera si impose definitivamente come uno dei capolavori della letteratura italiana dell’‘800.

    Foscolo Ortis 6

     

    Descrizione fisica e collazione

    Bella legatura coeva in mezzo marocchino, piatti in carta colorata coordinata, pp. [8] 246 [2] finali con errata, 1 c. f.t. all’antiporta con il bel ritratto dell’autore di Giovanni Boggi. Nelle immagini ottimo esemplare in legatura strettamente coeva, non toccata; freschissimo, a grandi margini. Raro così.

     

    Bibliografia essenziale

    —Raccolta foscoliana Acchiappati – edizioni originali e ristampe, scritti su riviste letterarie e giornali, volume I (1796-1813), Milano, Edizioni Il Polifilo 1988
    —Maria Antonietta Terzoli, Le prime lettere di Jacopo Ortis. Un giallo editoriale tra politica e censura, Roma, 2004
    —Maria Antonietta Terzoli (a cura di) Ugo Foscolo, Ultime lettere di Jacopo Ortis, Roma, Carocci, 2012

     

    Trovate altre immagini qui

  •