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  • Paolo Frisi

  • Diario di appunti

  • S. ind. [vari luoghi, 1752–1770 ca.]. Quaderno manoscritto autografo.

    Affascinante diario arricchito da molti appunti, disegni e schizzi di carattere scientifico. Scritto nell’arco di circa vent’anni con penna attenta e competente, è una preziosa testimonianza dei molteplici interessi di una delle figure più rilevanti dell’Illuminismo italiano.

    Frisi 1

    Il taccuino contiene la descrizioni del viaggio di Paolo Frisi in Francia e in Inghilterra, numerose osservazioni relative all’architettura, alla letteratura, all’etologia, alla botanica, ma soprattutto all’astronomia con molte formule matematiche relative ai movimenti della Luna e dei pianeti.

    Paolo Frisi (1728-1784), sacerdote barnabita, è stato uno degli esponenti più brillanti della vita culturale italiana ed europea del XVIII secolo. I suoi interessi spaziarono dalla filosofia alle questioni teologiche, dall’algebra alla geometria, dalle scienze matematiche all’astronomia. La sua prima opera, Disquisitio mathematica in caussam physícam figurae, scritta poco più che ventenne, gli aprì le porte dell’Académie des Sciences di Parigi. I suoi studi sulla struttura e la forma della terra e dei pianeti perfezionarono la dottrina di Newton e la sua celebre Cosmographia physica et mathematica (1774) arricchì la scienza di nuove informazioni astronomiche. Progettò numerosi lavori per canali e fiumi, favorendo il progresso degli studi di idraulica e di ingegneria. Le sue innovazioni gli permisero stretti contatti con i ministri Firmian e Kaunitz, ma anche con i fratelli Verri, Cesare Beccaria, Alfonso Longo, Giovanni Battista Biffi.

    Frisi 6

    Frisi fu in contatto con gli ambienti intellettuali più avanzati d’Europa. Fu amico e corrispondente di Diderot, D’Alembert, Voltaire, d’Holbach, Morellet, Hélvetius. Viaggiò tra Parigi, Londra, Vienna e Olanda, divenendo ambasciatore della nuova cultura italiana. Fu nominato membro delle Accademie di Berlino, Stoccolma, Berna e Copenhagen, oltre che dell’Accademia Imperiale di San Pietroburgo e della Royal Society di Londra.

    Tuttavia i suoi studi ed interessi gli crearono non pochi problemi. Nel 1752, il giovane Frisi si allontanò da Milano dopo una scontro con le autorità ecclesiastiche anche a motivo della frequentazione con Ignazio Secondo Radicati, un intellettuale piemontese ritenuto troppo liberale. Pertanto si trasferì a Novara dove svolse incarichi di predicatore. Ben presto però lasciò anche questa cittadina proseguendo per Parigi.

    Il primo e il secondo fascicolo del diario raccontano il viaggio attraverso le città di Novara, Vercelli, Torino, la Savoia, Lione e Parigi. Frisi racconta degli incontri con molti personaggi del mondo della cultura e degli argomenti con loro trattati: architettura, astronomia, letteratura, ma anche etologia e botanica. Molte sono le regole matematiche e i disegni esplicativi.

    Interessante la discussione che ebbe con D’Alembert, Bézout, d’Arcy, Lalande e Bailly relativa all’equazione per la determinazione delle masse dei satelliti di Giove e il calcolo dei relativi periodi di rivoluzione intorno al pianeta.

    Frisi 3

    Fascicolo 1

    Il giorno 28 Apr. sono partito da Milano con 12 luigi d’oro, e quattro ongari. La sera sono arrivato a Novara, e ho visto la Torre di S. Gaudenzio, che cominciava da una base quadrata, e seguita in un ottagono ritagliato. […] La mattina del 29 sono andato a pranzo a Vercelli dove è pure venuto […] il Conte Radicati, e il Marchese Grisella […] io gli ho comunicato varie mie cose intorno alle teorie di Newton e di Walmesley […].  Il primo maggio sono andato a Torino […].  Ho saputo che il libro contro Rousseau era tradotto in Inglese. […]  ho parlato con P. Giusti de’ più eccellenti scrittori della letteratura Francese, Bossnet, Fenelon, Pascal, la Bruyere, Flechier, Montagne. […]  Il giorno 9 […] la sera a Chambery dove ho visitato la chiesa de Francescani […] ho ammirato il taglio della strada […] nelle ultime gole di Savoja. Siamo arrivati a Lione […] dove si è parlato dell’invenzione di Parma di lavorare la seta senza sapone. […]  La sera sono giunto a Parigi, e del denaro portato da Milano mi sono rimasti quattro luigi d’oro.  La mattina del 20 sono stato da M. d’Alembert, ch’è venuto da me il giorno dopo.  Il primo libro che mi hanno dato è quello di Bailly sopra i satelliti […].  Il giorno 9 sono stato all’orto Reale.  Ho visto il zebre […] ch’è come medio tra l’asino e il cavallo. […]  Il serpente a conetto è una vipera, e d’Alembert mi ha detto che non è tanto velenoso.  I coccodrilli d’Egitto e d’America si somigliano […].

    Frisi inoltre cita in latino la dissertazione di Walmesley sul moto dei pianeti riportata in un Tomo delle transazioni del 1762 con accenni alle osservazioni del satellite Philos, di Saturno e della Luna effettuate da Greenwich nel giugno di quell’anno.  Nelle carte del primo fascicolo si legge anche di Lagrange che «nel suo studio che ha riportato il premio nell’anno 1769» esamina la velocità di rotazione ed il movimento dei punti equinoziali della luna. E ancora del presidente dell’Accademia Reale di Stoccolma, del generale Ebrenschwerdt, di Giacomo Filippo Maraldi e Samuel Dunn, sempre relativamente ai loro studi sui pianeti. Frisi cita anche gli studi di Réaumur sulla conservazione degli animali, alcuni studi sul vino, un colloquio con d’Aubenton sui rettili, la Dissertazione di Eulero sul moto dei pianeti, premiata nel 1759 (riportata con calcoli sulla relazione tra le masse della Terra, di Marte e di Venere) e un colloquio con l’abate Chappe sulle pietre preziose (melanite).

    Il secondo fascicolo prosegue il testo compilato nel primo.

    Frisi 5

    Fascicolo 2

    Du Hamel […] ha fatto in un anno l’esperienza di far tagliare gli alberi il 1, e ai 15 di ciascun mese, e di farli segare il giorno dopo […] e poi farli lavorare. I legni segati erano più duri, ma si fendevano più facilmente.

    Molte carte sono relative alla formula di Galileo sulla velocità orbitale della Luna (vari calcoli e note in latino).  Vengono citati  Clairaut, le Monnier, Abeille, Quernay e Mirabeau (filosofia rurale) e Bouillard (osservazioni orbita lunare).  Si leggono i dati rilevati dall’osservatorio astronomico parigino di Cluny.

    Il terzo fascicolo annota alcuni appunti di vario argomento.

    Fascicolo 3

    I popoli pigmei di piedi 3 1/2 d’altezza sono tagliati dalla strada che va da Cazan a Tobolski e si chiamano Wetiakey […]. Un Inglese […] che ora viene di finire un altro giro del mondo, ha penetrato nel paese degli Patagoni, ed ha riferito che l’altezza media di quegli uomini è di piedi otto inglesi […]. L’altezza del polo dalla parte sett.e è stata presa sopra una piccola montagna lontana dalle altre. Nella parte Mer.e è stata presa sopra la costa d’una montagna che saliva dolcemente, e che era lontana dal vertice circa due leghe.

    Molti sono i calcoli astronomici e le note in latino sul movimento della Luna. Viene citato l’astronomo inglese Halley (a lui è intitolata una cometa avvistata dalla Terra alcuni anni fa) e si leggono note in francese e calcoli relativi alla misurazione del grado di latitudine terrestre.

    In questo fascicolo Frisi trascrive per intero la lettera di Voltaire a D’Alembert dove lui stesso viene nominato in qualità di «professeur de mathématique à Milan» (Œuvres complètes de Voltaire, 10, Paris 1836, p. 638 n. 183).  Vi si legge inoltre che l’astronomo svedese Pehr Wilhelm Wargentin inviò a Bailly una lettera di Mayr in cui era trascritta l’equazione del centro di Giove.

    Frisi 2

    Le prime carte del quarto fascicolo contengono vari calcoli astronomici e considerazioni in latino sul movimento dei pianeti relativamente al Sole, in particolare a Giove. Seguono alcune carte bianche e varie note relative a copie di libri, tra cui testi di Galileo, e soldi ricevuti da Frisi:

    Fascicolo 4

    Ricevuti dal P. la Grenge fiorini 54 — dal P. Fontana […] Calc. Differenz. 2 — […] Atti di Berlino 13.30 — […] Corso Matematico di Scherffer 18 — Circa fior. 117.

    Le prime carte del quinto fascicolo contengono un lungo elenco di enti e persone a cui Frisi ha donato una pubblicazione presumibilmente sua.  Alcuni hanno ricevuto l’edizione in formato «grande» e altri in formato «piccolo».  Tra i molti nomi anche quelli di Lambertenghi, Trattner, D’Alembert, Bailly, Eulero, Fenaroli, Radicati, Conte di Firmian, Duca di Modena, Pecci, Daverio, Alessandro Verri, Oriani, Visconti e Landriani, Walmesley, Conte Belgioioso, Lelio della Volpe ecc. Il fascicolo termina citando il problema del lago d’Haarlem in Olanda e si legge:

    Fascicolo 5

    la questione proposta per l’anno 1769 ad Harlem […]. Quali sono i migliori mezzi e meno dispendiosi per impedire la degradazione del lago d’Harlem?

    Il fascicolo 6 è intitolato Viaggio d’Inghilterra.

    Fascicolo 6

    Partito da Parigi il giorno 12 agosto con 21 luigi siamo stati a pranzo a Chantilly, e abbiamo visto il palazzo e il giardino […]. Siamo arrivati a Calais il giorno 19 (?) il cattivo tempo ci ha trattenuti […]. Arrivato a Dover verso le 8 della sera. L’apparenza d’Albione e di colline tagliate verso il mare, formate da una terra bianchiccia […]. Arrivato verso le 9 della sera a Londra.

    Il racconto prosegue con la descrizione dei luoghi visitati, delle persone incontrate e delle novità editoriali inglesi.  Tra le altre cose  Frisi racconta di aver visto il famoso orologio — «la montra» — di John Harrison (1693-1766), l’inventore dell’orologio a uso nautico, che permise di risolvere il problema del calcolo della longitudine in navigazione.

     

    Descrizione fisica e collazione

    In 16° (160 x 105 mm);  6 fascicoli legati tra loro (i fascc. 1-3 composti da 12 carte, i fascc. 4-6 composti da 10 carte) per un totale di 66 carte; scritte 59. — Manoscritti a inchiostro nero compilati con differenti pennini.  Alcune note a inchiostro e a matita sono di altra mano.

    Legatura in pergamena floscia a ribalta con tasche al contropiatto; risvolti in carta dell’epoca fiorata.  Al piatto anteriore una nota di mano antica a inchiostro nero: «da vendersi | in originale»; al piatto posteriore la medesima mano scrive: «da vendersi qual’è [sic]».

    Testi in italiano, latino e francese.  Molte formule matematiche e disegni.  In ottime condizioni di conservazione.

     

    Provenienza

    1 · Luigi Dal Pane (timbri di possesso).  Dal Pane (1903-1979), studioso di economia, fu tra i maggiori esponenti della moderna storiografia economica e sociale italiana.

    2 · Collezione privata, Bologna.

     

    Bibliografia essenziale

    —Ideologia e scienza nell’opera di Paolo Frisi (1728-1784), a c. di G. Barbarisi, 2 voll. Milano: Franco Angeli, 1990
    —Ugo Baldini, Frisi, Paolo, voce del Dizionario biografico degli italiani, 50, Roma: Istituto della Enciclopedia italiana, 1998
    — Paolo Frisi voce del Dizionario Biografico degli Italiani - Volume 50 (1998)

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