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  • Carlo Dossi [Alberto C. D. Pisani]

  • Amori

  • Rara edizione originale senza indicazione di tiratura, ma stampata in soli 580 esemplari: Roma - Milano, Dumolard Editori, [1887] MDCCCLXXXVII (10 mag.).

    «Se desidero di scegliere io stesso il suo formato, i suoi tipi, la sua carta, è perché questo libro fu da me ideato per così dire vestito, [in modo da] costituire in esso il pensiero, la forma letteraria e la forma tipografica un tutto inscindibile» (Lettera n. 2 a Edmondo Mayor, in Isella 1987, p. 118)

    Dossi Amori 1

    Bastano queste parole a inquadrare l’impresa editoriale intrapresa da Carlo Dossi nella realizzazione dei suoi Amori, il libro che doveva «assolvere [alla] funzione di uscita di scena» dell’autore «ma su una battuta conclusiva, capace di dare l’ultimo smalto al personaggio e alla sua parte» (ivi, p. 116).

    Si tratta, come noto, di una splendida plaquette di 126 pagine, numerate IX-CXXIV, stampata in cinquecentottantacinque esemplari su una leggerissima carta giapponese a fogli chiusi. Gli editori sono i fratelli Dumolard di Milano, ma il libro viene stampato a Roma, nello Stabilimento tipografico italiano diretto da Luigi Perelli. La copertina e il frontespizio, disegnati da Luigi Conconi, sono anch’essi eseguiti a Roma, presso gli Stabilimenti Virano (ma collaborarono anche gli stabilimenti Turati e Lombardi di Milano), così come la legatura, realizzata da Ghione.

    Dossi Amori 4Le vicende editoriali che portarono all’uscita del volume si ricostruiscono molto bene a partire dal vivace epistolario con gli altri “attori” che parteciparono all’impresa, epistolario annesso alla bella edizione degli Amori curata da Dante Isella.

    I fratelli Dumolard sono milanesi, come Dossi, che però in quel periodo era a Roma, nel pieno della sua carriera politica, e svolgeva il ruolo di alto funzionario al Ministero degli Esteri. Preoccupato della buona realizzazione del suo ultimo libro, anche dal punto di vista della cura editoriale, avanza agli editori, senza giri di parole, la richiesta di stampare a Roma le sue pagine, così da poter correggere eventuali refusi:

    «Se ho messo la condizione che la stampa sia fatta a Roma, è perché ciò mi dà modo di sorvegliare l’edizione anche in macchina» scrive Dossi ai F.lli Dumolard, il 7-3-1887 (Lettera n. 5 ai F.lli Dumolard, ivi, p. 163). Gli editori accettarono, tanto più che la stampa fu assegnata allo Stabilimento tipografico italiano diretto dal grande amico di Dossi, Luigi Perelli, anch’egli milanese, che fece un ottimo prezzo.

    Dossi Amori 6

    Dossi si preoccupò in prima persona della scelta della carta:

    «Gli “amori” sono libro, benché castissimo, da salotto elegante e quindi richiedono una edizione civettuola. Io ne avrei immaginato [una] affatto nuova, e che dovrebbe – spero – concorrere al buon successo del libro. Vorrei cioè impiegarvi [di] quella carta giapponese (tratta dalla [mo]rus papyrifera) leggera come ali [di far]falle» (ivi, p. 164).

    Il problema era il reperimento della carta giapponese che, in Italia, risultava pressoché introvabile se non in piccole quantità. E così Dossi si risolse di procurarsela a Parigi, tramite il Perelli che gli inviò diversi campioni, assicurandogli comunque un prezzo competitivo. Il risultato finale è di grande impatto: la carta è effettivamente leggerissima e molto pregiata, e i fogli ripiegati, stampati solo da un lato, impreziosiscono il volume conferendogli grande eleganza.

    E fu sempre Dossi a ideare l’impianto grafico, tutto incentrato sui caratteri à la japonaise della copertina e del frontespizio, rifacendosi direttamente a celebri modelli d’oltralpe:

    «Il libro per dov’è pubblicato dev’essere una imitazione, non una fasificazione japonica […]. Importa che le lettere, pur restando leggibilissime, riproducano con macchie il carattere delle giapponesi» (Lettera n. 9, ivi, p. 172)

    L’incarico della realizzazione dei caratteri fu dato a Luigi Conconi, amico e artista di notevole spessore. Conconi, che con Dossi aveva già lavorato disegnando parecchi anni prima la copertina della Desinenza in A, accettò senza indugio, realizzando una grafica che soddisfece pienamente l’autore:

    «Il tuo frontispizio giapponese è tale che se un nato nel paese delle gru e dei bambù lo vedesse, ci si proverebbe ingenuamente a leggerlo. Tu hai non solo compreso ma oltrepassato il mio desiderio» (Lettera 14, ivi, p. 181).  

     

    Dossi Amori 2E sulla copertina di un nero opaco, venne disegnata da Conconi, anche in questo caso su indicazione di Dossi, un rametto di mimosa pudica in giallo-verde. L’autore scelse la pianta non semplicemente in chiave ornamentale, ma poiché voleva che l’immagine della copertina avesse un preciso valore simbolico, riflettendo il contenuto del volume. E così, per consentire a Conconi di riprodurre fedelmente la mimosa, Dossi si rivolse a Luigi Cremona – suo amico, professore e direttore della Scuola degli ingegneri di Roma – per avere qualche ramo della pianta, presente nell’orto della Scuola.

    Vale la pena concludere con un’ultima citazione, ancora da Dante Isella, per cogliere appieno il grande valore, non solo letterario, ma anche editoriale, e non solo italiano, ma inscritto in una dimensione pienamente europea, del capolavoro dossiano:

    «Nel segno del miglior decadentismo, il libro scritto dal Dossi per prendere congedo sembra invece inaugurare, in anticipo di alcuni decenni sugli acquisti della cultura novecentesca, il capitolo della prosa d’arte. Gli stavano davanti agli occhi gli esempi di Francia, la prosa inarrivabilmente splendida dello Spleen de Paris, l’écriture en artiste dei Goncourt. Il giapponesismo dell’elegante plaquette dell’87 sembra discretamente voler suggerire, al lettore, anche una segreta parentela letteraria» (ivi, p. 141).

     

    Descrizione fisica e collazione

    In 8°, brossura editoriale nera con disegno in «giallo-verde» e pecette rosse ai piatti, legata a filo rosso, pp. CXXIV [2] in cornice tipografica, stampate su fogli di carta di gelso legati alla giapponese. Nelle immagini uno straordinario esemplare in ottime condizioni.

     

    Bibliografia essenziale

    —C. Dossi, Amori, a cura di D. Isella, Adelphi, Milano 1987

     

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