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  • 18 Marzo 2015
  • Filippo Pananti vs. Guy Debord & Asger Jorn

  • La vetrina apre con la proposta di due opere assai diverse fra loro, ma entrambe di notevole interesse e di indiscutibile rarità: il primo è un romanzo in versi stampato a Londra per i tipi della famiglia di Lorenzo Da Ponte, nei primi anni dell’Ottocento; il secondo è un’opera provocatoria d’avanguardia pubblicata a Copenhagen nel 1959, agli albori del movimento situazionista. Eccole.

    Pananti Filippo. Il poeta di teatro, romanzo poetico in sesta rima. Due volumi, Londra, 1808-1809. Legatura (non recente) in tela rossa, con carta marmorizzata ai piatti. Il primo volume (pagine 2, IV, 380) porta l’indicazione dei torchi di Paolo Da Ponte, in Poland Street; il secondo (2, 404, 2) del solo stampatore G. Schulze. Per la qualità della carta l’esemplare presenta qualche arrossatura, ma nel complesso è ben conservato.Pananti - Poeta Teatro (Da Ponte 1808-09)

    Si tratta della rarissima edizione originale; in Italia conosciamo solo la copia (peraltro più smarginata) della Biblioteca presso l’Accademia delle Scienze in Torino. Le successive edizioni (a maggior tiratura) portano come data 1817, 1824, 1831; la più nota è quella veneziana di Antonelli, nel 1843.   

    Lorenzo Da Ponte già nel 1805 era fuggito negli Stati Uniti per sottrarsi all’arresto; ma teneva costanti rapporti con la libreria, affidata al fratello Paolo, che infine la cedette a G. Schulze nel 1809, proprio mentre uscivano i due volumi. È dunque questa l’ultima edizione dapontiana nel vecchio continente.

    Il testo è notevole. Si tratta, per giudizio comune, dell’opera meglio riuscita (alcuni la definiscono un piccolo capolavoro nel suo genere) di Filippo Pananti (1766-1836), brillante autore di versi, nato a Ronta del Mugello da una famiglia agiata, spirito liberale, viaggiatore instancabile, esule prima a Parigi poi a Londra. E nella capitale inglese divenne direttore del Teatro Italiano, in amicizia con Lorenzo Da Ponte cui naturalmente affidò la pubblicazione. Il poeta di teatro racconta con umorismo giocoso le peripezie di una compagnia teatrale squattrinata e scapigliata; in buona parte è da ritenersi autobiografico. Il romanzo, in versi costruiti con grande perizia ma frutto di un talento naturale, si ispira a Laurence Sterne (il Foscolo, lo aveva tradotto fra il 1805 e il 1807; Foscolo e Pananti si conoscevano fin dal 1799, quando erano giacobini); sia il Giusti che il Guadagnoli non hanno mai nascosto di dovere molto a questo poeta del Mugello. Una curiosità: nel 1813, mentre si accingeva a rientrare in Italia, Pananti fu rapito dai pirati algerini e messo all’incanto come schiavo. Ma il console inglese, che lo conosceva come artista di teatro, lo salvò (la vicenda è narrata in un altro libro dello stesso autore, uscito nel 1817, anno della prima ristampa della nostra opera).

    Pananti - Poeta Teatro (Da Ponte 1808-09)

    Timbro LAM Saba-Giotti-Pananti (Da Ponte)

    La storia novecentesca dell’esemplare è notevole: proviene da Trieste, dalla ricchissima biblioteca di Cesare Pagnini (1899-1989), fu podestà della città. E reca timbro e iscrizioni della Libreria Antica e Moderna di Umberto Saba — il timbro peraltro nella variante marchio tondo, elaborato su disegno di Virgilio Giotti (per dettagli come quest’ultimo, relativi al mondo letterario triestino primonovecentesco — un microcosmo artistico-letterario straordinariamente conservatosi grazie all’opera di raccolta e ricerca di intellettuali quali Anita Pittoni, Cesare Pagnini, Umbro Apollonio... —  si veda il nostro catalogo Trieste · Milano).

     

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    Debord Guy-Ernest e Jorn Asger. Memoires. Structures portantes d’Asger Jorn. Paris, 1959, Internationale Situationiste, 64 pagine, centimetri 28 x 21. Il volume fu stampato a Copenhagen da Permild & Rosengreen (considerati non a torto dei veri maestri). 

    Edizione originale, con testo e immagini in bianconero, ma con le structures portantes di Jorn litografate a colori. Esemplare completo e perfetto, con la struttura di sovraccoperta sand-paper (ovvero carta vetrata, per sottolineare l’aggressività del contenuto) che caratterizza questo straordinario (oggi diremmo, ma contro Debord) libro d’artista.

    Debord-Jorn - Memoires (cover)       Debord-Jorn - Memoires

     

    Un avviso d’apertura richiama la pratica situazionista del detournement (una sorta di sviamento o di riappropriazione che muta il significato originario stravolgendolo), ripreso in parte dall’esperienza lettrista ma con una nuova interpretazione politico-artistica del concetto (e la si deve soprattutto a Debord).

     Debord-Jorn - Memoires

    Guy Debord (1931-1994)  e Asger Oluf Iorgensen (detto Jorn, 1914-1973) avevano partecipato, insieme, alla fondazione dell’internazionale situazionista, a Cosio d’Arrosia (paesino ligure) nel 1957; prima di rompere il loro rapporto nel 1961 (e nessuno ne ha mai conosciuto, di preciso, la ragione) ci hanno donato due opere di grande suggestione e fascino, entrambe con la stampa di Permild & Rosengreen: nel 1957 Fin de Copehague e nel 1959 queste Memoires.

    Debord-Jorn - Memoires

    Nel 1952 Debord aveva realizzato un film senza immagini, Hurlements en Favour de Sade; con le Memoires i due artisti ricostruiscono e interpretano quella Parigi riutilizzando (riciclando, detornament dunque) vario materiale e lanciando il provocatorio messaggio di ribellione e di negazione (anche dell’arte, almeno nella sua lettura imposta dal capitalismo finanziario). Questo volume costituisce dunque una tappa fondamentale nell’elaborazione che condurrà alla stesura della Società dello spettacolo.

    Debord-Jorn - Memoires

    Jorn (giovanissimo e promettente allievo di Leger già nel 1936) fu tra i fondatori del Cobra e si stabilì definitivamente in Italia (ad Albisola) nel 1954; ha lasciato una traccia profonda nella pittura del novecento così come ha fatto Debord nella storia del pensiero politico e dell’arte contemporanea.

    Debord-Jorn - Memoires

     
    (Dettaglio: il verso della sovracoperta in carta vetrata.)
    Debord-Jorn - Memoires (verso della sovracoperta)

     

                                                                               

    PER APPROFONDIRE
    Bart Lans, The Making of Fin de Copenhague & Mémoires: the tactic of détournement in the collaboration between Guy Debord and Asger Jorn (Master Thesis, Delft University of Technology, relatore/Mentor Otakar Mácel, 2009, uuid:210726aa-afba-4096-8bad-be964bc9d2eb): SCARICA IL PDF.
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