Saba - Cose leggere e vaganti
  • 03 Ottobre 2016

    Saba - Cose leggere e vaganti

  • Trieste, Ed. La Libreria Antica e Moderna, 1920 

    Prima edizione.  Esemplare in emissione sconosciuta alla letteratura specialistica.

    Saba 

    Rarissima prima edizione tirata in soli 35 esemplari numerati. La presente copia, senza numero, è esemplare variante rispetto quello usualmente descritto in letteratura (Castellani; Gambetti e Vezzosi; cat. Cose leggere e vaganti; Gambetti).

    Numerose e importanti le differenze di questa emissione meno conosciuta rispetto a quella segnalata nei repertori: innanzitutto il formato, di un centimetro più largo; poi la legatura, senza sguardie, in brossura grigio-verde e non in cartoncino beige.  Varia anche la grafica del titolo in copertina: nella forma, un triangolo su tre righe e non quattro, e nel carattere tipografico, che si allontana dalla capitale romana per farsi più schiacciato e verticale; sotto il titolo, infine, l’immagine della rosa è sostituita con quella, più grande, del marchio L.A.M. inquadrato.  Chiude il volumetto, al piatto posteriore, la sottoscrizione tipografica, assente nell’emissione nota.

    Per quanto riguarda i testi invece, le due emissioni coincidono in tutto: le poesia accolte sono le medesime, nello stesso ordine che comparirà nel Canzoniere, e comuni sono anche le lezioni erronee poi corrette nella raccolta del ’21 (ad es. in L’addio 5, certe amore intese sarà emendato in certe amorose intese; in I Poeti 11, dall’onde mossa sarà corretto in dall’onda mossa).  Le due emissioni condividono anche il titolo La poesia delle sculacciate che nel Canzoniere del ’21 assumerà il tono ben più castigato di Tenerezze. Medesima, per quanto riguarda l’apparato iconografico, è la posizione dei disegni di Giotti.

    Il progetto editoriale di Saba di stampare il Canzoniere in dieci libretti autonomi, in poche copie su carta antica di pregio, con le sobrie decorazioni e legature di Virgilio Giotti, è la storia filologica di un sogno svanito.
    (Volpato in Dieci piccoli Saba, p. 61)

    Di quel sogno, la presente plaquette rappresenta invece la prima, sebbene fugace, concretizzazione: nel 1920 Saba pubblica infatti, a proprie spese e con le illustrazioni di Giotti, Cose leggere e vaganti, uscita iniziale della sua casa editrice La Libreria Antica e Moderna, e prima delle sezioni del Canzoniere ad essere pubblicata separatamente.  L’esperimento fu estremamente positivo, e la coppia Saba-Giotti progettò e pianificò le uscite successive, arrivando ad assemblare a mano dieci plaquette dattiloscritte su carta filigranata, prototipi delle future edizioni a stampa: come noto, il progetto dovette arrestarsi, impedito dalle difficoltà economiche «per quel desiderio di fare le cose a regola d’arte muovendosi tra l’aurea pochezza dei mezzi artigianali e la vertigine dei desideri» (ibidem), e superato infine dalla pubblicazione integrale del Canzoniere

    In ICCU presenti tre esemplari, ma rispondono alla descrizione dell’esemplare Castellani, dotato di fogli di guardia (così alla Biblioteca del Centro apice, Milano, verificata sul volume; non verificate invece le copie alla Biblioteca comunale “Simone Augelluzzi”, Eboli, e alla Biblioteca civica di Varese).

    Lucio Gambetti scrive:

    «Non ho notizia di copie apparse sul mercato librario», e alle localizzazioni istituzionali aggiunge «la Biblioteca Hortis di Trieste [che] censisce la copia n. 4 e le fotocopie della copia n. 1, dedicata a Guido Voghera e nel frattempo scomparsa» (Rari e preziosi del Novecento, p. 49). 

    Descrizione fisica

    In 8° (215 x 160 mm alle unghie); pp. 16 legate a doppio punto metallico. — Copertina in brossura grigio-verde con unghiatura, stampata in nero ai piatti: piatto anteriore con titolo cose leggere | e vaganti di um | berto saba e marchio editoriale disegnato da Virgilio Giotti (immagine stilizzata della cattedrale di San Giusto a Trieste che sormonta la sigla L.A.M.); sottoscrizione tipografica al piatto posteriore: «Tipografia Moderna – Trieste».

    Al frontespizio alberello con due colonne, sempre di Giotti; al verso, «a Virgilio Giotti che lo curò ed ornò è dedicato questo libretto», il disegno del marchio editoriale L.A.M., identico a quello in copertina, e l’indicazione «Edizione di 35 esemplari numerati. N° ___ ». 

    Leggera scoloritura ai margini della copertina; al piatto anteriore nota in lapis blu, parzialmente cancellata: il numero «364», ripetuto sempre a lapis in frontespizio.  Accenni di piegatura agli angoli, e ruggine alla graffettatura; per il resto fresco e pulito.  Nel complesso, bell’esemplare.

    Riferimenti

    Giordano Castellani, Bibliografia delle edizioni originali di Umberto Saba (Trieste: Biblioteca civica, 1983)
    Lucio Gambetti e Franco Vezzosi, Rarità bibliografiche del Novecento italiano: repertorio delle edizioni originali (Milano: Sylvestre Bonnard, 2007)
    Cose leggere e vaganti: frammenti di un archivio ritrovato (cat. della mostra alla Casa del Manzoni di Milano; Milano-Trieste: Libreria Pontremoli-svsb Editore, 2013)
    Dieci piccoli Saba: dieci libretti ritrovati, una poesia inedita (cat. della mostra; Milano: Libreria Pontremoli, Libreria Drogheria 28, Casa dei Libri, 2013)
    Lucio Gambetti, Rari e preziosi del Novecento (in alai: rivista di cultura del libro 2, 2016, pp. 17-58)