Carlo Emilio Gadda
  • 19 Giugno 2018

    Carlo Emilio Gadda

  • “[...] Il mio lavoro di ingegnere non mi permette per ora che di secernere dei frammenti, veri barlumi di uno spirito occupato a studiare «un impianto di rubinetti per riempire le bombole di ammoniaca dell’asfissiante gas». Chissà quando la mala suerte mi consentirà di rovesciare sull’innocente popolo italiano, che è mille miglia lontano dal sognare un simile pericolo, le cateratte della mia prosa alluvionale. In piego a parte ti mando dunque i «frammenti». Cerca di vararli e così avrò fatto il mio ingresso in Parnaso.”

    A un amico fraterno. Lettere a Bonaventura Tecchi. A cura di Marcello Carlino. Milano, Garzanti, 1984 (aprile), p. 42.

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