Dino Campana - Domodossola 1915
  • 03 Luglio 2018

    Dino Campana - Domodossola 1915

  • [componimento poetico autografo firmato altrimenti noto come ‹All’Italia›]

    S. d. [1916], 2 carte, scritte recto e verso; manoscritto a inchiostro nero.

    Campana componimento poetico

    Straordinario manoscritto poetico campaniano. Campana nel 1916, dal 28 maggio al 23 giugno, soggiornò prima a Livorno e poi ad Antignano nella villa della pittrice Bianca Fabroni, sposata Minucci. La donna, anche lei originaria di Marradi, stimava molto il poeta. Campana era «scontroso, silenzioso, triste e pensoso»; comunicava recitando poesie, alcune le scriveva. Bianca Lusena (1891-1988), una bella crocerossina amica della Fabroni, anch’ella ospite, raccontò che Campana non dormiva in villa, ma «mangiava e recitava, parlava poco di sé e dei suoi viaggi […]. Tutto il suo bagaglio era in una valigia di vimini ovale, che sembrava più una cesta […]. Vi teneva qualche vestito, libri, in particolare parecchie copie dei Canti Orfici […] una sciarpa nera, anche se era estate […]» (cit. in Cacho Millet). A Bianca Lusena il poeta recitava spesso i suoi versi, «quasi con una vaghissima parvenza d’amore». Ma lei, che stava per andare al fronte e aveva perso il fidanzato in guerra, pensava a ben altro. Un giorno Campana, seduto a un tavolino sotto «il fico», scrisse e le consegnò «con quel fare ruvido che lo distingueva» una poesia patriottica «composta lì per lì». Bianca pensò fosse inedita e creata per lei. Si tratta precisamente di queste carte che portano il titolo Domodossola 1915. In realtà i versi erano stati composti tempo prima con il titolo  A M. N. [Mario Novaro] e pubblicati — con alcune varianti — in «Riviera ligure» (XII, 4° S., 53, maggio 1916, pp. 529-30) ma la donna rimase sempre convinta che fossero inediti e scritti per lei, all’impronta. Anche quando, nel 1977, donò l’autografo a Gabriel Cacho Millet, al quale confidò questo racconto, non venne mai informata. La poesia, assente dai Canti orfici Marradi 1914, fu quindi ripresa nell’edizione Binazzi (Firenze 1928, pp. 151-153) con il titolo A M. N.. Il testo con numerose viene stampato anche da Matacotta nellla fiera letteraria del 26 dicembre 1946 con il titolo Canto proletario italo-francese ricavato da un taccuino del Campana appartenente a Sibilla Aleramo.

    Campana componiimento autografo

    Cacho Millet, Dino Campana: lettere di un povero diavolo (Firenze 2011), pp. 388-9.

    Due brevissimi strappi alla piegatura, uniforme brunitura, ma ottime condizioni di conservazione. Proveniente dagli eredi Cacho Millet.

     

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