Autografi di Italo Calvino
  • 05 Giugno 2018

    Autografi di Italo Calvino

  • «Qui caldo. Sto raggranellando un po’ di migliaia di lire per comprarmi un vestito estivo. Vi mando l’Unità di oggi con la mia rubrichetta Gente nel Tempo […] Giovedì darò forse due esami […]».

    Nel luglio del 1946 da un’afosa Torino, il ventitreenne Italo scrive sue concise notizie al padre, il professor Mario Calvino. L’immagine di uno studente “squattrinato” e indaffarato, orgoglioso dei suoi primi lavori e impegnato a rassicurare il padre sui suoi progressi universitari, apre il capitolo della collezione di Rolando Pieraccini dedicato a Italo Calvino. Sono gli anni in cui l’autore inizia a collaborare con l’Unità, che, oltre ai suoi primi racconti, darà spazio per lungo tempo ai suoi elzeviri.

    Calvino cartolina

    Seguendo il percorso della collezione, reincontriamo Calvino quattro anni dopo, nelle vesti di editore, nelle pagine di 6 lettere che documentano la nascita della Collana di Teatro di Einaudi, tutte inviate a Gerardo Guerrieri (ma nel carteggio compare anche il nome di Paolo Grassi, cofondatore della collezione). Si discute degli scrittori da pubblicare, tra questi: Tennessee Williams, Büchner, Brecht e, per i saggi teatrali, Stanislavskij.

    I lavori procedono e innescano divertenti contrasti tra i giovani editori; ne è testimonianza una lettera scritta con tono satirico da Guerrieri a Fruttero: «ho ricevuto un’interessante proposta da Calvino: stampare la Tempesta di Shakespeare […] Che magnifica idea! E non l’ho avuta io, ma l’ha avuta Calvino! […]».

    Tra i retroscena editoriali anche i «ricatti di Quasimodo», autore del quale Calvino vorrebbe pubblicare alcune traduzioni teatrali. Un progetto che non sembra andare a buon fine almeno per quanto riguarda la tanto discussa Tempesta: per «contentare Quasimodo […]» Einaudi pare voler pubblicare il dramma di Shakespeare nell’Universale.

    Calvino Guerrieri Einaudi

    Di traduzione si parla anche in un’altra lettera della collezione, quella inviata alla finlandese Siv Lind, a cui Calvino suggerisce di lavorare alle Cosmicomiche, al momento la sua «cosa più nuova». È degli stessi anni (siamo alla fine dei ’60) un altro scritto che documenta i rapporti internazionali di Calvino; una pagina autografa in inglese, in cui l’autore accetta con entusiasmo l’invito di Robert De Maria a Deya, nelle Baleari, per tenere alcune lezioni universitarie.

    Calvino De Maria

    E insieme al Calvino giornalista e al Calvino editor, naturalmente, nella collezione Pieraccini anche il Calvino scrittore. Fanno parte della collezione due preziosi abbozzi autografi, tratti rispettivamente dall’opera Speculazione edilizia e dal Cavaliere inesistente. Il primo, fitto di cancellature e ripensamenti, documenta una versione del testo ancora lontana quella definitiva.

    Calvino Speculazione edilizia

    Il secondo è invece una pagina pulita, molto vicina all’edizione pubblicata nel 1959.

    Calvino Cavaliere inesistente

    Nel 1977, due anni dopo la consegna del Nobel a Montale, Calvino (come molti degli scrittori presenti nel catalogo) risponde alle domande della giornalista Pirkko-Liisa Ståhl. Lo scrittore riconosce nel Premio Nobel «l’unica istituzione universalmente nota che stabilisce dei valori letterari su scala mondiale». Un “canone” in cui Calvino inserirebbe volentieri alcuni colleghi: Borges (tra i più citati anche dagli altri autori intervistati dalla giornalista), Miller e Moravia «per tutta la sua opera che comincia nel 1929 […]».

    Calvino ritratto

    Rolando Pieraccini riceve da Calvino due lettere e un meraviglioso ritratto fotografico autografato. All’interno della collezione anche numerosi libri con dedica autografa e la raccolta completa della rivista “Il Menabò”, fondata da Calvino insieme a Elio Vittorini.

    Calvino libri

    Il catalogo Lettere firmate: 101 scrittori del Novecento italiano Collezione Rolando Pieraccini si può scaricare al seguente link.